XAVIER BUENO

Vera de Bidasoa (Spagna), 1915 - Fiesole, 1979

OPERE DEL MAESTRO XAVIER BUENO

Breve biografia del maestro Xavier Bueno

Dopo aver trascorso l'infanzia in Spagna, si trasferisce con la famiglia a Ginevra dove l'artista comincia le sue prime esperienze artistiche. Negli anni trenta frequenta l'Accademia di Belle Arti definendo uno stile che si emancipa dall' stretto accademismo, preferendo ai modelli in voga quelli del classicismo spagnolo di Velasquez, Zurbaran e Goya; la sua è una pittura dai toni cupi matericamente densa. Tiene la sua prima personale nel 1937 a Ginevra; si trasferisce poi a Parigi dove espone, in diversi Salons, una serie di dipinti all'insegna di un'espressività dominata dall'impostazione disegnativa. Nel 1940 si trasferisce a Firenze con il fratello Antonio, con il quale collabora, e la madre.

Qui la sua pittura trova una nuova luminosità. Nel 1942 espone presso la Gall'ria Ranzini di Milano insieme al fratello a cui seguirà l'esposizione presso la Galleria di via Cavour a Firenze. Nella pittura del dopoguerra tornano protagonisti i temi sociali che dominavano la sua produzione al tempo parigino, recuperando anche i toni drammatici e la crudezza dei chiaroscuri. Si lega ai pittori Annigoni e Sciltian perseguendo insieme uno stile pittorico purista e con i quali, insieme anche ad Antonio, forma il gruppo dei Pittori Moderni della realtà. Diventa poi il direttore della rivista arte. Negli anni Quaranta insieme al fratello Antonio, a Sciltian e Annigoni partecipa al gruppo Pittori Moderni della Realtà. La sua pittura si caratterizza, dagli anni Cinquanta in poi, per un Realismo di forte contenuto sociale a volte con accenti patetici. I soggetti maggiormente presi in considerazione sono rappresentati da immagini sofferenti e malinconiche di donne e bambini. La sua opera si ispira ai dipinti di Goya e di Delacroix. Utilizzò tecniche tradizionali, tecnica mista di olio e sabbia su tela.

La pittura dei primi anni Cinquanta è caratterizzata da sperimentalismi, dimostrando una pluralità di influssi. Aderisce al realismo socialista e comincia a collaborare con la galleria milanese La Colonna che raggruppa i pittori neorealisti. Parte poi per il Brasile dove realizza una serie di chine raffiguranti bambini. Il tema dell'infanzia sarà protagonista anche nella tarda produzione pittorica; l'attenzione è posta all'espressione scartando così la definizioni degli oggetti, i toni tendono ora al monocromo, la materia diventa spessa e rugosa. Nel 1960 entra a far parte del gruppo Nuova Corrente che tenta di reagire agli errori del neorealismo (dal quale però sarà poi escluso). Le composizioni si fanno più scarne, le figure sono sempre più in primo piano, ai colori viene preferito una scala di grigi bituminosi, ricorre inoltre alla tecnica del collage.

OPERE DEL MAESTRO XAVIER BUENO

 


Per informazioni
Nadia Betto
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