Riccardo Licata (Torino 1929).

 


OPERE DI RICCARDO LICATA

BREVE BIOGRAFIA DEL MAESTRO RICCARDO LICATA.

Nato a Torino il 20 dicembre del 1929. Dopo una breve parentesi parigina la sua famiglia si trasferisce a Roma dove vive dal 1935 al 1945.
Nel 1946 Licata si trasferisce con la madre a Venezia. Nel 1947, dopo aver visto alcuni suoi disegni, Giuseppe Mazzariol lo convince ad iscriversi al Liceo Artistico dove è allievo di Luciano Gasperi e Mario De Luigi.

Ha studiato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Venezia negli anni compresi tra il 1947 e il 1955. Nel 1957 ottiene una borsa  di studio dal governo francese per sperimentare l’incisione a colori e le nuove tecniche a Parigi in collaborazione con Friedlaender, Hayter e Goetz. Nello stesso anno è chiamato come assistente di Gino Severini all’Ecole d’Art Italienne

de Paris. Nel 1961 sposa Maria Battistella, cantante e ricercatrice di musiche rinascimentali, dalla quale avrà nell’anno successivo il figlio Giovanni. E’ nominato nel 1961, professore di mosaico all’Ecole Nationale de Paris dove ha insegnato fino al 1995. Gli incarichi prestigiosi si sussuegono, così nel 1969 è professore di arti plastiche alla U.E.R. di Sorbonne, quindi professore di Incisione all’Academie Goetz di Parigi e, dal 1972, ricopre il medesimo titolo alla Scuola Internazionale Grafica di Venezia e all’Ecole Americaine d’Architecture de Fontainbleu. Di volta in volta pittore, incisore, mosaicista, scultore, scenografo, inizia ad esporre Venezia e a Firenze del 1949 con il gruppo dei Giovani Pittori Astratti. La sua priuma esposizione personale si tiene a Venezia nel 1951, seguono oltre 300 personali in 35 diverse Nazioni. Dal 1952 ha esposto alle Biennali di Venezia, alla Biennale di San Paolo in Brasile, di Tokio, di Parigi, di Lubiana, di Alessandria d’Egitto e alle Quadriennali di Roma, alle Triennali di Milano, e nei più importanti Salons parigini.

 

 

 

L'architetto Antonio Salvatori lo avvicina alla cultura artistica della Bauhaus, mentre il pittore Romualdo Scarpa lo inizia all'arte del mosaico in una esperienza che si rivelerà decisiva per il suo futuro.
Nel 1948 visita ripetutamente la Biennale Internazionale di Venezia, la prima dopo la Liberazione, dove "scopre" la collezione di Peggy Guggenheim (in particolare le opere di Jackson Pollock) e conosce gli artisti del Fronte Nuovo delle Arti (Santomaso, Birolli, Pizzinato, Vedova, Guttuso, Turcato, Viani ecc.), animatori del dibattito sul rinnovamento dell'arte italiana nel dopoguerra.

Frequenta assiduamente i concerti al Teatro La Fenice ed il Festival di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia. Con i pittori Ennio Finzi, Tancredi, Bruno Blenner e lo scultore Giorgio Zennaro, costituisce nel 1949 un gruppo di giovani artisti di tendenza astratta.
Inizia a delinearsi la sua "scrittura grafico - pittorica" ispirata alla musica.

Nel 1950 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove segue i corsi di pittura di Bruno Saetti e partecipa alla Mostra Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa nelle cui sale, l'anno successivo, allestisce la sua prima mostra personale.
I più importanti critici d'arte veneziani del tempo - Giuseppe Mazzariol, Giuseppe Marchiori, Umbro Apollonio, Silvio Branzi, Berto Morucchio e Toni Toniato - iniziano a interessarsi al suo lavoro.

È presente alla Biennale di Venezia del 1952 con un grande mosaico. Nel 1953 partecipa alla Triennale di Milano e vince il Primo Premio per l'incisione alla Biennale dei Giovani di Gorizia. L'anno successivo, il 1954, espone ancora alla Biennale di Venezia.
Incontra Gino Severini. Nel 1955 partecipa alla Biennale di San Paulo del Brasile e vince il Primo Premio per la pittura alla Biennale dei Giovani di Gorizia.

Nel 1956 èinvitato alla Quadriennale di Roma, espone con una mostra personale di incisioni alla Biennale di Venezia e vince il Primo Premio della Fondazione Bevilacqua La Masa.
L'anno successivo ottiene una borsa di studio e si trasferisce a Parigi come assistente di Gino Severini alla cattedra di mosaico.

Dal 1957 vive a Parigi (con frequenti e regolari soggiorni di lavoro anche a Venezia dove ha sempre conservato una casa studio) ed inizia a frequentare con assiduità gli ateliers di Stanley Hayter, Johnny Friedlaender ed Henri Goetz, oltre ad artisti e critici quali Matta, Brauner, Huntertwasser, Lebel, Jouffroy e gli italiani Tancredi e Mondino.
Nel 1961 sposa Maria Battistella, una cantante ricercatrice di antiche ballate folk e rinascimentali, dalla quale avrà, nel 1962, il figlio Giovanni.

Nel 1962 la Scuola di Mosaico viene integrata all'interno dell'Accademia di Belle Arti di Parigi dove Licata è tuttora docente, mentre dal 1970 insegna tecniche incisorie sperimentali alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia.
Nel 1963 ottiene il Premio Michetti e nel 1975 il Primo Premio alla Rassegna della grafica di Forlì. Licata ha partecipato successivamente alle edizioni della Biennale di Venezia del 1964, 1970 e 1972, alla Quadriennale di Roma, alle Biennali di Parigi, Alessandria d'Egitto, San Paulo del Brasile, ed alle più importanti Biennali internazionali di grafica (Lubiana, Tokio, Mulhouse, Cracovia, Reikiavik, Berlino ecc.).

Sue mostre personali sono state allestite nelle maggiori città italiane ed a Parigi, Helsinki, San Paulo del Brasile, Londra, Dublino, Malmoe, Mulhouse, Lilla, Poitiers, Auxerre, Rouen, Barcellona, Bruxelles, Nizza, Amterdam, Grenoble, Taipei, Gand, Stoccolma, Monaco ecc.
Particolarmente significativa la grande mostra itinerante in Spagna del 1990, a cura di Enzo Di Martino, sponsorizzata dalla Caja de Ahorros de Asturias, ed esposta in una decina di città quali Oviedo, Gijon, Leon, Valencia, Valladolid, Malaga, Granada ecc.

Ha realizzato grandi mosaici in spazi pubblici in città italiane e francesi quali Genova (Palazzo dei Lavori Pubblici), Bourgoin Jailleu, Sault les Rethel, Lille (Università), Perpignan, Monza, Dozza (affresco), Reggio Emilia (Camera del Lavoro), ecc.
In campo teatrale ha ideato le scene ed i costumi della "Medea" di Euripide (1978 - Treviso, Teatro Comunale) e del balletto "Ichspaltung" di Giuseppe Marotta (1980 - Venezia, Teatro Goldoni).

Nel 1993 ha tenuto una mostra antologica presso il Museo d’Arte Moderna Ca’ Pesaro Venezia. Negli ultimi anni la sua attività, intensa come sempre, ha prodotto altre opere ed eventi di notevole rilevanza. Ha tenuto mostre nei seguenti spazi: Museo di Palazzo Ducale di Mantova (1998); Fondazione Teatro Nuovo di Torino (progettata da Sottsass); Castello di Ebenau Austria, Galleria Davidod Parigi e altri ancora. Inoltre l’I.N.A.C. (Istituto Nazionale Arte Contemporanea) ha presentato le sue opere all’Internazionale di Venezia (marzo 1999), all’Europ’RT DI Ginevra (aprile 1999), all’Art London (giugno 1999). La sua bibliografia è innumerevole. Nell’estate del 1999 ha prodotto un ciclo di opere sul tema “Re Artù”, presso la vetreria Berengo di Murano. Nel 2000 ha tenuto tre grandi mostre: Museo Nazionale d’Abruzzo, Castello Cinquecentesco de L’Aquila, Museo Nazionale di Villa Pisani Strà, Palazzo del Senato Milano. Apartire dal 1993 il critico d’arte Giovanni Granzotto, in collaborazione con Luciano Caramel, ha organizzato un percorso di mostre per far conoscere al pubblico europeo il lavoro di Licata.


Sue opere si trovano presso Musei d'Arte Moderna di Venezia, Milano, Mulhouse, Alessandria, Roma, Torino, Varsavia, San Paulo del Brasile, Vienna, New York, Stoccolma, Firenze, Stoccarda, ecc.

Opere monografiche sul suo lavoro sono state pubblicate:
1982 - Edizioni Galleria Il Traghetto Venezia a cura di Enzo Di Martino e Toni Toniato
1985 - Fabbri Editori Milano a cura di Enzo Di Martino e Aldo Spinardi

Una documentazione esauriente dell'attività di Riccardo Licata è conservata presso l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia.

 

Riccardo Licata vive e lavora a Parigi e a Venezia.

OPERE DI RICCARDO LICATA

 
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