Luigi Spacal (Trieste 1907-2000)

 

 

 

OPERE DI LUIGI SPACAL

 

 

BREVE BIOGRAFIA DEL MAESTRO LUIGI SPACAL:

 

Nasce da una famiglia slovena originaria del Carso. Inizia a lavorare all'età di dieci anni a seguito della prematura morte del padre venendo assunto ancora giovanissimo, negli anni venti, quale disegnatore al Cantiere San Marco di Trieste.

Nel 1930 viene arrestato per la sua attività di antifascista ed inviato al confine ad Accettura in Basilicata. In quel periodo matura la sua vocazione e si dedica agli studi artistici dapprima come autodidatta e poi frequentando il Liceo Artistico di venezia dove si diploma nel 1934.

Conseguita l'abilitazione insegna nelle scuole slovene di Trieste. Nel 1936 si iscrive all'Istituto Superiore per l'Arte Decorativa di Monza dove ha per insegnanti Semeghini, De Grada, Pica e il triestino Pagano. Espone per la prima volta con altri artisti triestini in una collettiva del 1937. Nello stesso periodo da privatista frequenta anche l'Accademia di Brera a Milano avendo contatti con le avanguardie in quell'ambito attive.

Una sua opera è ammessa all'XI Mostra del Sindacato Fascista delle Belle Arti all'attività del quale l'artista, assieme a numerosi altri esponenti della cultura slovena di Trieste e di Gorizia prenderà parte fino al 1942, anno nel quale viene reinviato al confino dapprima in Abruzzo e successivamente in un battaglione speciale di lavoro a Forte dei Marmi.          

Castello di Staniel - Slovenia        

Malgrado le difficoltà riesce ancora ad esporre nel 1942 a Milano nella Mostra Sette Artisti Triestini. Nel 1944 riesce ad allestire la sua prima personale alla Galleria Milione di Milano forte del fatto che già da alcuni anni i critici più accorti hanno preso atto con interesse del suo lavoro.

Nel 1948 prende parte per la prima volta alla Biennale di Venezia dove tornerà ad esporre nel 1954 e nel 1958 ottenendovi il gran premio internazionale per il disegno e la grafica. Nel 1955 è vincitore del Premio Città di Roma alla VII Quadriennale. Nel 1968 il Museo Revoltella di Trieste gli dedica una prima grande rassegna. Nel 1974 gli viene assegnato il Premio Preseren massimo riconoscimento artistico sloveno e nel 1977 il prestigioso riconscimento San Giusto d'Oro. L'anno successivo, 1988, nasce a San Daniele del Carso un Museo a lui dedicato che ha sede nel castello. Nel 1997 l'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste gli dedica un'importante Rassegna antologica realizzata dal Civico Museo d'Arte Moderna Revoltella.            

La morte sopraggiunge nel 2000.

1907

Nato a Trieste nel 1907, già a dieci anni è costretto a lavorare in seguito alla morte precoce del padre, tagliapietre di Kostanjevìca, paese del Carso da cui proveniva anche la madre. Negli anni Venti viene assunto dal cantiere navale di Trieste dove lavora come disegnatore.

1930

Per la sua attività di antifasciste viene arrestato e condannato al confino ad Accettura, in provincia di Matera. Qui, in seguito ad un singolare episodio, scopre in sé la vocazione artistica. Gli capita 'infatti, aiutando un falegname, di dover costruire una bara per una bimba morta a quattro anni, che dipinge con un particolare impegno per un'intera notte, tanto da suscitare lo stupore e la gratitudine di tutto il paese .

1934

Durante il confino inizia a studiare le tecniche artistiche e nel 1934 si diploma presso il Liceo Artistico di Venezia. Consegue poco dopo l'abilitazione all'insegnamento del disegno e ritoma a Trieste dedicandosi all'attività didattica nelle scuole.

1936

L'esigenza dì approfondire la propria preparazione artistica lo conduce a Monza dove, nel '36, si iscrive all'Istituto Superiore per l'Arte Decorativa per seguire le lezioni di Semeghini, De Grada, Pica e Pagano. Contemporaneamente frequenta da privatista l'Accademia di Brera a Milano e partecipa agli eventi artistici della città, .attratto in particolare dal clima vivace che si era creato attorno ai movimenti di Corrente e degli Astrattisti.

1937

Espone in quest'anno per la prima volta. Nell'Xl Mostra del Sindacato fascista di belle arti, allestita nel Castello di San Giusto a Trieste compare, infatti, una sua "Natura morta".

1940

Tornato stabilmente nella sua città, si dedica alla produzione grafica, imponendosi subito all'attenzione di autorevoli critici tra cui Umbro Apollonio, che lo presenta alla sua prima mostra personale.

1942

Durante il periodo bellico viene nuovamente inviato al confino a Corropoli in Abruzzo e poi in Toscana dove viene assegnato al battaglione speciale di lavoro di Forte dei Marmi. Qui ritrova l'architetto Pagano che aveva conosciuto a Monza. i questo periodo non ha molte possibilità dì dipingere e, comunque, ciò che riesce a realizzare andrà quasi completamente perduto, Tuttavia nel '42 è presente con alcune opere alla Permanente di Milano nella mostra "Sette artisti triestini".

1944

Nonostante la situazione di isolamento riesce a mantenere qualche contatto e in quest'anno allestisce una personale alla Galleria Milione di Milano che desta molta curiosità nella critica. Sono gli anni in cui le sue opere contengono anche un chiaro messaggio politico contro la violenza nazifascista, come le xilografie "I martiri di Basovizza" o "Rifornimenti ai partigiani" o "Macerie sul Carso .

1948

Partecipa alla prima Biennale di Venezia del dopoguerra con quattro xilografie. Questo periodo corrisponde a una breve fase che Spacai definisce "del realismo sociale" in cui egli dedica una profonda attenzione alla vita e all'ambiente dei poveri, specialmente degli abitanti del Carso.

1951-52

Ricorre in questi anni nell'opera di Spacal il tema delle barche, di cui lo affascinano soprattutto gli aspetti costruttivi, la struttura in legno. Spesso gli sfondi di queste immagini sono località dell'Istria da lui frequentate e amate.

1954

Alla Biennale di Venezia, dove espone per la seconda volta, compaiono nuovi soggetti nella grafica di Spacal, che, anche in seguito a ripetuti viaggi di lavoro a Capodistria, dai primi anni Cinquanta aveva cominciato a riflettere e lavorare sull'immagine delila città e sui mutamenti di costume in corso: "Periferia di città", "La TV in provincia", "Città allo specchio", "Luna park" sono le opere presenti alla Biennale.

1955

Vince il Premio "Città di Roma" alla VII Quadriennale ma, nello stesso anno tiene la sua prima importante personale a Lubiana e partecipa alla Biennale di grafica. Anche il mondo culturale sloveno, con cui è uno dei primi a riallacciare i rapporti, ormai riconosce in lui un maestro di livello internazionale È ancora di quest'anno un'importante opera decorativa eseguita a mosaico per la Camera di Commercio di Lubiana.

1958

La sua fama è consacrata dal Gran premio internazionale per il disegno e la grafica alla XXIX Biennale di Venezia, dove, in quasi tutte le opere che espone, ritornano i temi carsici: "Corale del Carso", "Chiesa carsica", "La casa dello spaccapietre". Ma, come osserva Giuseppe Marchiori nel catalogo, ormai "la composizione si è trasformata in superficie a due dimensioni e gli oggetti sono diventati piani contrapposti come in una vetrata dai colori puri e luminosi".

1959

Realizza una grande composizione a mosaico per la Palazzina Veneziana di Pirano.

1960-68

Esegue la sua prima opera decorativa per l'arredamento navale: un'impegnativa pannellatura di trenta metri quadri per il transatlantico "Leonardo da Vinci". Nel '68 realizzerà un arazzo per la "Raffaello" e nel '69 un altro arazzo per la "Eugenio C.".

1968

II Museo Revoltella ospita una grande mostra della produzione grafica di Spacal. Il catalogo, un'elegante edizione di Vanni Scheiwiller, contiene una xilografia originale.

1970

Spacal ha un'attività espositiva sempre più intensa. Ogni anno partecipa a una decina di mostre, tra personali e collettive. Ma questa vita movimentata non gli impedisce di mantenere un fortissimo legame con il Carso dove si reca spesso e dove trae ispirazione per il suo lavoro, malgrado viva stabilmente a Trieste, nella bella casa di piazza Venezia piena di ricordi e di oggetti provenienti dal Carso.

1974 

Gli viene conferito a Lubiana il Premio Preseren, massimo riconoscimento per l'arte in Slovenia. Nel 1977 riceve a Trieste il Premio San Giusto d'oro.

1980

 Negli anni Ottanta Spacal realizza il suo sogno di vìvere una parte dell'anno nella terra delle sue origini: organizza uno studio anche nella suggestiva casa in pietra di Skrbina, che viene recuperata in tutte Ile sue parti secondo le forme tradizionali dell'edilizia carsica. Non rallenta però la sua attività espositiva né la produzione di grafica che in questo periodo si arricchisce di alcuni dei pezzi più interessanti e originali.

Nasce il museo Spacal nel castello di San Daniele del Carso, paese nel quale aveva vissuto un altro grande protagonista delle vicende artistiche giuliane, l'architetto Max Fabiani. Il museo comprende panoramica completa della sua produzione ed è coordinato dalla rezione del Goriski Muzej.

Opere Luigi Spacal 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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