VIRGILIO GUIDI (Roma 1891 - Venezia 1984)

 


OPERE DI VIRGILIO GUIDI

BREVE BIOGRAFIA DEL MAESTRO VIRGILIO GUIDI.

Virgilio Guidi nasce a Roma da genitori romani, primo di nove fratelli. Il padre è scultore e poeta, il nonno architetto decoratore. 1904- Segue i corsi dell'istituto tecnico a Roma, appassionato di geometria e disegno. Per coltivare quest' intima vocazione segue corsi serali della Scuola Libera di Pittura. 1908- Abbandona l'istituto tecnico e va a far pratica di pittura nella bottega del restauratore e decoratore romano Giovanni Capranesi. La sera Guidi dipinge per sua iniziativa paesaggi e ritratti. Con lui lavora e restaura affreschi. Frequenta la Galleria Borghese, dove studia. 1911- Comincia a interessarsi all'impressionismo francese.

Si iscrive all'Accademia di Belle Arti a Roma, nel corso di pittura tenuto da Aristide Sartorio. Per conto proprio studia Giotto, Piero della Francesca, Correggio e gli olandesi, Chardin e Courbet. Comincia a riflettere sulla luce, elemento determinante dei propri dipinti, e ne scrive. 1912- Riflette sulla luce e sullo spazio e continua a scriverne. Dipinge paesaggi romani. Comincia a frequentare l'ambiente romano di pittori e letterati. 1913- Studia in particolare Cézanne. Comincia a esporre. 1914- E' impressionato dalle opere di Matisse esposte alla mostra della Società Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma. Per vivere lavora presso lo studio di un architetto. 1915- Dipinge figure e nature morte. E' attento a Renoir e a Spadini. Espone alla III Secessione romana. 1916- Per aiutare la propria famiglia è costretto a impiegarsi presso il Genio Civile a Roma. Si dedica a quadri di figure. 1919- Lasciato il Genio Civile, si trova in grandi difficoltà economiche. Per le necessità della numerosa famiglia, come primogenito, è costretto ad assumersi lavori di decorazione. Torna a lavorare con Capranesi. Il padre lo sollecita a preparare un dipinto per la Biennale di Venezia, dal successo del quale dovrà decidere se continuare a dipingere o, altrimenti, lavorare. 1920/23- Espone alla XIII Biennale veneziana del 1922. Comincia a vendere i suoi dipinti. 1924- Il suo Tram ha molto successo alla XIV Biennale veneziana. 1925- Morto Spadini, del quale era amico, la vedova gli affida lo studio all'uccelliera di Villa Borghese. 1926- Prende parte alla mostra del Novecento italiano a Milano, al palazzo della Permanente. E parteciperà anche alla seconda, nel 1929. 1927- Sposa Anita Bernardi, sua compagna di studi all'Accademia di Belle Arti di Roma, scultrice. E' chiamato a insegnare pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia, sostituendovi Ettore Tito. La sua presenza solleva polemiche e contrasti. 1928/29- La sua presenza alla XVI Biennale di Venezia del 1928 è difesa da Carlo Carrà contro Ugo Ojetti. Si dedica alla pittura di paesaggi veneziani e asolani. 1931- Riprende i rapporti con Filippo de Pisis, già conosciuto a Roma. Scrive riflessioni sulla propria ricerca pittorica, e le pubblica fra l'altro, sul catalogo della I Quadriennale romana. 1932- Tiene una prima mostra personale a Firenze ed espone alla XVIII Biennale di Venezia. 1933- Soggiorna a Parigi, dipingendovi paesaggi. 1935- Per l'ostilità dell'ambiente veneziano decide di trsferirsi a Bologna, dove insegna in quell'Accademia di Belle Arti. Partecipa alla II Quadriennale romana, dove è premiato. 1936- Espone alla XX Biennale di Venezia e tiene un'altra mostra a Milano, alla Galleria del Milione. Trascorre l'estate a Terracina, dipingendo paesaggi. 1940- Ha una sala alla XXII Biennale di Venezia. 1941- Tiene un'ampia mostra personale alla Galleria del Milione a Milano. Si stabilisce a Bologna, dove continua ad insegnare all'Accademia. 1944- All'avanzare del fronte, da Bologna raggiunge Venezia in bicicletta. Vi si stabilisce nuovamente, isolato dalla famiglia rimasta a Roma. 1946- Scrive su problemi relativi allo spazio. A Venezia intorno a lui sono Afro Basaldella, Armando Pizzinato, Giulio Turcato, Emilio Vedova. 1947/50- Realizza "Marine" in uno schema di puri piani di colore, e "Figure nello spazio". 1948- Partecipa alla XXIV Biennale di Venezia. 1950- Prende parte al movimente spaziale, animato da Lucio Fontana. 1952/55- La sua ricerca pittorica procede per cicli tematici: "Figure nello spazio", "Angoscia", "Presenze", "Teste", "Marine". 1953- Partecipa ad una mostra del movimento spaziale a Venezia. Il manifesto spaziale di S.G. Ambrosini è ispirato alle sue riflessioni. 1954- Ha una sala personale alla XXVII Biennale di Venezia. 1957- Lavora ai cicli " Figure emblematiche" e "Tumulti". 1960- Inizia il ciclo delle prime "Architetture cosmiche". 1961- Riceve una medaglia per la cultura dalla Presidenza della Repubblica. 1960- Nuovi cicli tematici: "Marine astratte", "Grandi occhi". 1964- Tiene una personale alla XXXII Biennale di Venezia, presentata da Francesco Arcangeli. 1967- Il Poliedro pubblica a Roma la raccolta di poesie La ragione di essere. 1971- Il Museo Civico di Bologna organizza una sua grande antologica nel Palazzo dell'Archiginnasio, a cura di Francesco Arcangeli. Rebellato pubblica a Padova 1959 Poesie 1971. 1972- Dipinge i "Grandi alberi", suggestionato dal paesaggio marchigiano conosciuto in occasione del viaggio a Recanati. 1973- Tiene una mostra nel Museo d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia, opere del 1972/73. 1974- Nella Galleria di Palazzo d'Accursio, a Bologna, si espongono le opere donate alla Galleria d'Arte Moderna. 1975- Una mostra di cento opere e dieci poesie inedite è presentata alla villa Simes a Piazzola sul Brenta. 1976- Mostra antologica di dipinti dagli anni quaranta è ospitata alla villa Malpensa di Lugano. 1979- L'attività poetica di Guidi è ormai una costante quotidiana. 1980- Allestisce una sua antologica alla Casa da Noal a Treviso. A Venezia s'inaugura il Museo Guidi, a Palazzo Fortuny, con la donazione al Comune di Venezia di ottanta dipinti dal 1950. 1981- Dona due opere al Museo d'Arte Contemporanea di Zagabria. Celebra a Venezia i novant'anni con un convegno della Fondazione Cini, all'isola di San Giorgio. - Muore il 7 gennaio 1984 a Venezia.

Maestro del Novecento e figura eminente dell’istituto. Guidi resse infatti la cattedra di pittura dell’Accademia per ben 27 anni (1935-1962) e si pose inoltre come saliente riferimento per l’intera cultura bolognese, figurativa e non, in sodalizio con letterati, intellettuali, storici e critici dell’arte, oltre che artisti: Longhi, Gnudi, Raimondi, Flora, Gatto, Corsi, Mario Pozzati, Mandelli, Arcangeli, Volpe, Cavalli, Azzolini, e altri ancora. La mostra nasce con l’auspicio e il consenso della figlia dell’artista, Maria Vittoria Guidi, alla cui sensibilità e generosità la Città di Bologna, e la Galleria d’Arte Moderna, devono oggi la donazione di uno straordinario nucleo di 69 opere, comprese fra il 1955 ed il 1978, che va ad aggiungersi a quello prestigioso di altre 35 (più 2 diversamente acquisite) già donate da Virgilio Guidi nel 1974, costituendo così, nell’insieme, una collezione di eccezionale importanza e valore, che merita di essere considerata in mostra, nella sua nuova unità e attraverso una rilettura storico-critica, a distanza di oltre vent’anni dall’esposizione della prima donazione. La cortese disponibilità della Galleria d’Arte Moderna, nelle persone del suo presidente, Lorenzo Sassoli de’ Bianchi, e del direttore, Danilo Eccher, consentirà alla mostra di essere ospitata e articolata in due sedi: Villa delle Rose, centro espositivo della G.A.M., dove verrà proposto un allestimento tematico ed "ambientato" di opere della collezione e le Sale delle Belle Arti, di Accademia e Pinacoteca, dove la mostra seguirà un più specifico disegno filologico. Due sale permanenti verranno contemporaneamente allestite in Galleria. È significativo che proprio Virgilio Guidi inauguri, nelle Sale Belle Arti, esito di una preziosa opera di ristrutturazione del seminterrato del settecentesco Convento di S. Ignazio, sede di Accademia e Pinacoteca, una linea espositiva di arte moderna contemporanea che viene ad affiancare quella, altissima, sui temi dell’arte antica, voluta e proseguita da Andrea Emiliani, direttore delle Sale, nel segno di una tradizione legata all’impareggiabile lezione di Cesare Gnudi. In questo, Guidi, maestro del Novecento e maestro dell’Accademia di Bologna, apre all’Accademia la via di un programma culturale ed espositivo sul moderno-contemporaneo che rivendica un ruolo imprescindibile per l’istituzione nella prospettiva di futuri sviluppi. Le opere - oltre un centinaio considerando, insieme alla collezione, alcuni inediti che integrano la mostra, relativi al progetto decorativo de "La Fenice", 1969-70 - documentano, e per certi versi rivelano mirabilmente la figura e l’opera del Guidi del "secondo Novecento". Sono anni di grande intensità creativa, lirica e sperimentale, in cui Guidi, oltre i temi "Novecento" e le ben note "marine", svolge un colloquio con l’assoluto della pittura che, nel suo percorso, potrebbe definirsi "dall’astrazione dello spazio allo spazio dell’astrazione". Figure, incontri, grandi teste, angosce e tumulti, architetture umane e cosmiche, occhi e volti "aerei", alberi, fino al grande ciclo dei "bianchi": un Guidi "oltre".

 Opere del maestro Virgilio Guidi.

 

 
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